Tra i rimedi utilizzo sia i Fitoterapici (=dal greco phytón (pianta) e therapéia (cura)) classici che quelli Spagyrico-Alchemici.
I Fitoterapici classici sono estratti di piante macerate in alcol o glicerolo e filtrate, oppure estratti secchi compressi in capsule o pastiglie. Funzionano in base al loro principio attivo specifico. Ad esempio l’acido acetilsalicilico contenuto nel Salice (Salix Alba), così come nell’Aspirina. Per questo ci tengo a precisare che i rimedi naturali non sono acqua fresca (altrimenti non funzionerebbero), quindi vanno presi con attenzione e criterio, perchè possiedono principi attivi e di conseguenza anche azioni e controindicazioni.
I Fitoterapici Spagyrico-Alchemici invece non sono semplici estratti di piante contenenti il principio attivo della pianta stessa, ma hanno qualcosa in più (come dice la stessa definizione: Spagyrico-Alchemici). Questo qualcosa in più deriva dalla loro particolare lavorazione.
Per chiarire innanzitutto i termini:
L’Alchimia, come bene o male tutti sanno, riguarda la lavorazione di metalli e minerali, contenuti poi nel rimedio. Si dice che l’alchimista trasformi il piombo in oro… nel caso dei rimedi si tratta di una particolare lavorazione del minerale, che permette di estrapolare e mantenere le più alte qualità dell’elemento in questione.
La Spagyria invece è l’alchimia verde (trasformazione delle piante). Si tratta di un termine coniato dal monaco benedettino Paracelso, tra il ‘400 e il ‘500. Il suo significato,dal greco, è “spao” = dividere e “gherio” = unire.
Questo perchè il processo di preparazione dei rimedi avviene così:
- Si raccolgono, in fase di luna crescente, all’alba con la rugiada, le piante cresciute spontaneamente.
- Le si mette a fermentare per un ciclo lunare (28 giorni)
- si separa il corpo della pianta dall’ alcol creato dalla fermentazione,
- si distilla,
- si incenerisce il residuo solido.
- si riunisce la cenere al distillato e si lascia per un altro ciclo lunare.
- si filtra
Il rimedio Spagyrico nasce quindi dalla separazione e dalla riunificazione di corpo (cenere), anima (“umori” che la pianta ha rilasciato nel fermentato) e spirito (alcol della pianta stessa).
La particolarità dei Fitoterapici Spagirico-Alchemici è che grazie alla loro preparazione-costituzione (contengono sia il principio chimico attivo della pianta che quello più sottile-energetico) e lavorano a 360°per il benessere fisico, psichico ed emotivo della persona che li assume.
Per farvi un esempio concreto:
l’Equiseto è una pianta dalle caratteristiche spiccatamente rimineralizzanti. Si usa in casi di fratture ossee per permettere una miglior guarigione della struttura scheletrica, dove per così dire la materia è più concentrata; ma è anche una pianta che, a livello sottile-psichico, lavora sulla capacità di concentrazione mentale.
L’Equiseto è infatti un rimedio Saturnino: in Alchimia si ragiona in maniera analogica (=per analogia), per cui si sa che Saturno, in quanto archetipo, riguarda la massima concentrazione, tanto da essere appunto associato analogicamente anche al Piombo, che ha appunto un’elevata concentrazione di materia e quindi un elevato peso specifico…
Come potete vedere il discorso della “concentrazione” si ripete su più livelli, dal sottile allo spesso: questa è Alchimia e Spagyria.